martedì 25 maggio 2010

G.I.D. gender identity disorder

Si tratta di un Manga di Yoko Shoji del 2006 che narra le vicende di Akiko, una ragazza che vuole essere uomo. Un tema molto attuale nel Giappone di oggi in una società non molto aperta e tollerante ma in rapidissimo cambiamento.

Edizione italiana di Kappa edizioni, tradotto dal giapponese da Rebecca Suter

www.kappaedizioni.it

lunedì 24 maggio 2010

Enea Piccolomini su Bernardo Rossellino

"Erano state riferite al pontefice molte accuse contro l'architetto: che si era comportato disonestamente e aveva commesso errori di costruzione, e si era assunto il lavoro con un preventivo di 18.000 ducati e ne aveva spesi cinquantamila, perciò [...] avrebbe dovuto essere condannato a risarcire le spese. Era fiorentino questo architetto Bernardo, odioso quindi ai senesi a motivo della sua stessa patria; e tutti in sua assenza gli davano addosso. Pio, dopo che ebbe esaminato i lavori e contemplata tutta quella chiara bellezza, lo convocò e gli disse: hai fatto bene a mentirci sulla spesa futura dell'opera; se ci avessi detto il vero non ci avresti mai persuaso a metter fuori una si gran somma, e questo nobile Palazzo e la Cattedrale stupenda fra quante sono in Italia, non esisterebbero. Per merito del tuo inganno sono sorti in breve tempo questi meravigliosi edifici, che tutti lodano, tranne pochi, rosi dall'invidia e dal livore."

Promana una fragranza di attualità dalle parole con cui Pio II Piccolomini (1458-64) nei Commentari loda Bernardo Rossellino per le architetture della splendida Pienza.

Il tempio di legno - Giappone - collezione di sabbia IV

In Giappone ciò che è prodotto dall'arte non nasconde né corregge l'aspetto naturale degli elementi di cui è formato. Ecco una costante dello spirito nipponico che i giardini aiutano a comprendere. Negli edifici e negli oggetti tradizionali sono sempre riconoscibili i materiali di cui sono fatti, così come nella cucina.

p.183

Qui siamo nell'universo del legno: l'antico è ciò che perpetua il suo disegno attraverso il continuo distruggersi e rinnovarsi degli elementi perituri.

p.184

Il rovescio del sublime-collezione di sabbia III

"A lei piace tutto questo?" (uno studente chiede a Calvino a prposito del giardino del palazzo imperiale di Kyoto, ndr)
"Io non posso fare a meno di pensare che questa perfezione e armonia è costata tanta miseria a milioni di persone, per secoli."

"ma il costo della cultura non è sempre questo?" obietto. Crearsi uno spazio e un tempo per riflettere e immaginare e studiare presuppone un'accumulazione di ricchezza, e dietro a ogni accumulazione di ricchezza ci sono vite oscure sottoposte a fatiche e sacrifici e a oppressioni senza speranza. Ogni progetto o immagine che permetta di tendere a un altro modo d'essere fuori dell'ingiustizia che ci circonda porta il marchio dell'ingiustizia senza la quale non sarebbe stato concepito.
"Sta a noi vedere questo giardino come lo spazio d'un altra storia, nato dal desiderio che la storia risponda ad altre regole - dico, ricordandomi d'aver letto di recente un'introduzione di Andrea Zanotto in cui quest'idea è applicata al Canzoniere di Petrarca -, come la proposta d'uno spazio e d'un tempo diversi, la dimostrazione che il dominio totale del frastuono e del furore può essere messo in crisi..."

p.180

p.180

La città scritta:epigrafi e graffiti-collezione di sabbia II

Quando pensiamo a una città romana dei tempi dell'Impero immaginiamo colonnati di templi, archi di trionfo, terme circhi teatri, monumenti equestri, busti ed erme, bassorilievi. Non ci viene in mente che in questa muta scenografia di pietra manca l'elemento che era il più caratterizzante, anche visivamente, della cultura latina: la scrittura. La città romana era innanzitutto una città scritta, ricoperta da uno strato di scrittura che s'estendeva sui frontoni, sulle lapidi, sulle insegne. [...]
Invece nella città medioevale la scrittura era scomparsa: sia perché l'alfabeto aveva cessato d'essere un mezzo di comunicazione alla portata comune, sia perché non c'erano più spazi che potessero ospitare scritte né che convogliassero su di esse gli sguardi: le vie erano strette e tortuose, le mura tutte sporgenze e bugnati e archivolti; il luogo dove si trasmettevano e custodivano i significati d'ogni discorso sul mondo era la chiesa, i cui messaggi erano orali o figurali, più che scritti.

p. 103

vedere saggi di Armando Petrucci, La scrittura fra ideologia e rappresentazione.

"Dalla prima pagina in cui evoca la città romana tutta ricoperta di scrittura tanto ufficiale che privata, alle ultime in cui celebra la guerriglia sessantottesca dei graffiti, Petrucci insegue un ideale di "città scritta", di luogo saturo di messaggi articolati in segni alfabetici, che vive e comunica attraverso il depositarsi di parole esposte agli sguardi". (una traccia per le città invisibili)

p.107

La colonna Traiana raccontata-collezione di sabbia I

Uno dei saggi contenuti in "collezione di sabbia" di Italo Calvino, Mondadori, 2010, po.95

Perché ciò che fa l'eccezionalità della Colonna non sono soltanto i suoi quaranta metri d'altezza, ma la sua "narratività" figurativa (tutta di dettagli minuziosi di grande bellezza) che richiede una "lettura" tutta di seguito della spirale di bassorilievi lunga duecento metri che narra le due guerre di Traiano in Dacia (101-102 e 105 d.C.). Mi ha accompagnato Salvatore Settis, professore di archeologia classica all'Università di Pisa.

Rivoluzione urbanistica a Trento

Praticamente in qualsiasi città occidentale esiste un documento come il P.R.G. (town plan) , documento che indica quali sono le decisioni pubbliche che l’amministrazione desidera prendere in futuro e specifica anche quali sono i diritti e gli obblighi degli operatori privati in relazione ai terreni edificabili e/o agli edifici e usi esistenti

Strumento (il P.R.G.) vecchio e insufficiente tendeva a ripetersi e autoconservarsi e considerava la città come un sistema chiuso e tendeva a raggiungere le forme della città ideale.

Le condizioni per un miglioramento debbono avvenire a partire da definizioni formali relativamente aperte, e chiare, così da poter essere accettate e percepite come regole obbligatorie per ottenere una città più giusta. (vedi libro su Venezia e le acque: legge=vita, ndr) Ciò porta a cercare nuove maniere di esprimere la forma urbana a partire dai processi, anziché da sistemi morfologici chiusi, di cercare anche forme di composizione urbana di natura diversa.
Se prima ogni dato o funzione del piano originava forme specifiche che configuravano la città, oggi si debbono considerare le condizioni per programmi complessi

Joan Busquets