"A lei piace tutto questo?" (uno studente chiede a Calvino a prposito del giardino del palazzo imperiale di Kyoto, ndr)
"Io non posso fare a meno di pensare che questa perfezione e armonia è costata tanta miseria a milioni di persone, per secoli."
"ma il costo della cultura non è sempre questo?" obietto. Crearsi uno spazio e un tempo per riflettere e immaginare e studiare presuppone un'accumulazione di ricchezza, e dietro a ogni accumulazione di ricchezza ci sono vite oscure sottoposte a fatiche e sacrifici e a oppressioni senza speranza. Ogni progetto o immagine che permetta di tendere a un altro modo d'essere fuori dell'ingiustizia che ci circonda porta il marchio dell'ingiustizia senza la quale non sarebbe stato concepito.
"Sta a noi vedere questo giardino come lo spazio d'un altra storia, nato dal desiderio che la storia risponda ad altre regole - dico, ricordandomi d'aver letto di recente un'introduzione di Andrea Zanotto in cui quest'idea è applicata al Canzoniere di Petrarca -, come la proposta d'uno spazio e d'un tempo diversi, la dimostrazione che il dominio totale del frastuono e del furore può essere messo in crisi..."
p.180
p.180
lunedì 24 maggio 2010
La città scritta:epigrafi e graffiti-collezione di sabbia II
Quando pensiamo a una città romana dei tempi dell'Impero immaginiamo colonnati di templi, archi di trionfo, terme circhi teatri, monumenti equestri, busti ed erme, bassorilievi. Non ci viene in mente che in questa muta scenografia di pietra manca l'elemento che era il più caratterizzante, anche visivamente, della cultura latina: la scrittura. La città romana era innanzitutto una città scritta, ricoperta da uno strato di scrittura che s'estendeva sui frontoni, sulle lapidi, sulle insegne. [...]
Invece nella città medioevale la scrittura era scomparsa: sia perché l'alfabeto aveva cessato d'essere un mezzo di comunicazione alla portata comune, sia perché non c'erano più spazi che potessero ospitare scritte né che convogliassero su di esse gli sguardi: le vie erano strette e tortuose, le mura tutte sporgenze e bugnati e archivolti; il luogo dove si trasmettevano e custodivano i significati d'ogni discorso sul mondo era la chiesa, i cui messaggi erano orali o figurali, più che scritti.
p. 103
vedere saggi di Armando Petrucci, La scrittura fra ideologia e rappresentazione.
"Dalla prima pagina in cui evoca la città romana tutta ricoperta di scrittura tanto ufficiale che privata, alle ultime in cui celebra la guerriglia sessantottesca dei graffiti, Petrucci insegue un ideale di "città scritta", di luogo saturo di messaggi articolati in segni alfabetici, che vive e comunica attraverso il depositarsi di parole esposte agli sguardi". (una traccia per le città invisibili)
p.107
Invece nella città medioevale la scrittura era scomparsa: sia perché l'alfabeto aveva cessato d'essere un mezzo di comunicazione alla portata comune, sia perché non c'erano più spazi che potessero ospitare scritte né che convogliassero su di esse gli sguardi: le vie erano strette e tortuose, le mura tutte sporgenze e bugnati e archivolti; il luogo dove si trasmettevano e custodivano i significati d'ogni discorso sul mondo era la chiesa, i cui messaggi erano orali o figurali, più che scritti.
p. 103
vedere saggi di Armando Petrucci, La scrittura fra ideologia e rappresentazione.
"Dalla prima pagina in cui evoca la città romana tutta ricoperta di scrittura tanto ufficiale che privata, alle ultime in cui celebra la guerriglia sessantottesca dei graffiti, Petrucci insegue un ideale di "città scritta", di luogo saturo di messaggi articolati in segni alfabetici, che vive e comunica attraverso il depositarsi di parole esposte agli sguardi". (una traccia per le città invisibili)
p.107
La colonna Traiana raccontata-collezione di sabbia I
Uno dei saggi contenuti in "collezione di sabbia" di Italo Calvino, Mondadori, 2010, po.95
Perché ciò che fa l'eccezionalità della Colonna non sono soltanto i suoi quaranta metri d'altezza, ma la sua "narratività" figurativa (tutta di dettagli minuziosi di grande bellezza) che richiede una "lettura" tutta di seguito della spirale di bassorilievi lunga duecento metri che narra le due guerre di Traiano in Dacia (101-102 e 105 d.C.). Mi ha accompagnato Salvatore Settis, professore di archeologia classica all'Università di Pisa.
Perché ciò che fa l'eccezionalità della Colonna non sono soltanto i suoi quaranta metri d'altezza, ma la sua "narratività" figurativa (tutta di dettagli minuziosi di grande bellezza) che richiede una "lettura" tutta di seguito della spirale di bassorilievi lunga duecento metri che narra le due guerre di Traiano in Dacia (101-102 e 105 d.C.). Mi ha accompagnato Salvatore Settis, professore di archeologia classica all'Università di Pisa.
Rivoluzione urbanistica a Trento
Praticamente in qualsiasi città occidentale esiste un documento come il P.R.G. (town plan) , documento che indica quali sono le decisioni pubbliche che l’amministrazione desidera prendere in futuro e specifica anche quali sono i diritti e gli obblighi degli operatori privati in relazione ai terreni edificabili e/o agli edifici e usi esistenti
Strumento (il P.R.G.) vecchio e insufficiente tendeva a ripetersi e autoconservarsi e considerava la città come un sistema chiuso e tendeva a raggiungere le forme della città ideale.
Le condizioni per un miglioramento debbono avvenire a partire da definizioni formali relativamente aperte, e chiare, così da poter essere accettate e percepite come regole obbligatorie per ottenere una città più giusta. (vedi libro su Venezia e le acque: legge=vita, ndr) Ciò porta a cercare nuove maniere di esprimere la forma urbana a partire dai processi, anziché da sistemi morfologici chiusi, di cercare anche forme di composizione urbana di natura diversa.
Se prima ogni dato o funzione del piano originava forme specifiche che configuravano la città, oggi si debbono considerare le condizioni per programmi complessi
Joan Busquets
Strumento (il P.R.G.) vecchio e insufficiente tendeva a ripetersi e autoconservarsi e considerava la città come un sistema chiuso e tendeva a raggiungere le forme della città ideale.
Le condizioni per un miglioramento debbono avvenire a partire da definizioni formali relativamente aperte, e chiare, così da poter essere accettate e percepite come regole obbligatorie per ottenere una città più giusta. (vedi libro su Venezia e le acque: legge=vita, ndr) Ciò porta a cercare nuove maniere di esprimere la forma urbana a partire dai processi, anziché da sistemi morfologici chiusi, di cercare anche forme di composizione urbana di natura diversa.
Se prima ogni dato o funzione del piano originava forme specifiche che configuravano la città, oggi si debbono considerare le condizioni per programmi complessi
Joan Busquets
domenica 2 maggio 2010
dino Gavina
Andrea ci ha portato a vedere vicino a Fano uno dei luoghi di produzione della Simon Gavina e naturalmente ci ha raccontato un po' di questo personaggio.
Andando a sfogliare un libro di casa Morpurgo, ovvero un catalogo di Brera di una mostra a lui dedicata, ho scoperto un po' meglio questa figura. Tra le cose interessanti c'è il ruolo di Lucio Fontana che fece conoscere a Gavina una serie di architetti milanesi che lo influenzarono molto: Marco Zanuso, Pier Giacomo Castiglioni, Luigi Caccia Dominioni, ecc.
La fabbrica che abbiamo visto è stata realizzata da Kazuhide Takahama che è stato uno dei principali collaboratori di Gavina.
Prodi, allora presidente dell'IRI, affidò a Gavina e il suo staff di ripensare all'immagine delle autostrade italiane, il progetto poi si arenò.
Gavina fu promotore di diverse mostre d'arte ed eventi che portarono allu luce artisti poco conosciuti in Italia. Era amico di Marna Abramovic che rea già operativa negli anni '70.
Fondò il centro Duchamp che si dedicava alla riproduzione di pezzi d'arte e di sperimentazione, fondo la Flos, mise in produzione i mobili di Breuer.
Una figura interessantissima attraverso la quale sarebbe possibile ripercorrere e studiare lo sviluppo dell'Italia dopoguerra e il ruolo internazionale che assunse negli anni '60 e '70.
da approfondire:
Virgilio Vercelloni
Gavina e Sgarbi
Andando a sfogliare un libro di casa Morpurgo, ovvero un catalogo di Brera di una mostra a lui dedicata, ho scoperto un po' meglio questa figura. Tra le cose interessanti c'è il ruolo di Lucio Fontana che fece conoscere a Gavina una serie di architetti milanesi che lo influenzarono molto: Marco Zanuso, Pier Giacomo Castiglioni, Luigi Caccia Dominioni, ecc.
La fabbrica che abbiamo visto è stata realizzata da Kazuhide Takahama che è stato uno dei principali collaboratori di Gavina.
Prodi, allora presidente dell'IRI, affidò a Gavina e il suo staff di ripensare all'immagine delle autostrade italiane, il progetto poi si arenò.
Gavina fu promotore di diverse mostre d'arte ed eventi che portarono allu luce artisti poco conosciuti in Italia. Era amico di Marna Abramovic che rea già operativa negli anni '70.
Fondò il centro Duchamp che si dedicava alla riproduzione di pezzi d'arte e di sperimentazione, fondo la Flos, mise in produzione i mobili di Breuer.
Una figura interessantissima attraverso la quale sarebbe possibile ripercorrere e studiare lo sviluppo dell'Italia dopoguerra e il ruolo internazionale che assunse negli anni '60 e '70.
da approfondire:
Virgilio Vercelloni
Gavina e Sgarbi
nessun ricordo
In questa domenica di fumetti ho letto questo lavoro di Giovanni Marchese (soggetto e sceneggiatura) e Luca Gregorio Patanè (disegni) intitolato "Nessun ricordo". Attraverso la storia di Turi Barresi, siciliano, si narra la vicenda dei campi di lavoro e di rieducazione nazisti dove finirono molti italiani mandati dal sindacato fascitaa lavorare in Germania. In particolare Turi Barresi finì a Reichenau, vicino a Innsbruck. Oggi al posto del campo c'è un centro commerciale e la memoria di questo luogo rischia di essere perduta.
Edito da Tunuè edizioni, 2009, Latina, Italy
www.tunue.com
Edito da Tunuè edizioni, 2009, Latina, Italy
www.tunue.com
berlin. graphic novel
Berlin. La città delle pietre.
E' una storia a fumetti ambientato a berlino durante 1 anno della repubblica di Weimar.
Le tensioni estreme di quel periodo storico legate alle vite quotidiane di personaggi rappresentative delle correnti e dei movimenti dell'epoca.
Il 9 novembre 1918 nasce la repubblica di Weimar dopo le proteste della popolazione che fecero abdicare Willem III, il Keiser.
Da ricordare l'omicidio di Rosa Luxemburg a Karl Liebnecht il 15 gennaio 1919 ad opera del governo da poco insediato che temeva le "derive" comuniste.
L'autore si chiama Jason Lutes, americano.
http://en.wikipedia.org/wiki/Jason_Lutes
In Italia il lavoro è edito da Coconino Press, Bologna.
www.coconinopress.com
E' una storia a fumetti ambientato a berlino durante 1 anno della repubblica di Weimar.
Le tensioni estreme di quel periodo storico legate alle vite quotidiane di personaggi rappresentative delle correnti e dei movimenti dell'epoca.
Il 9 novembre 1918 nasce la repubblica di Weimar dopo le proteste della popolazione che fecero abdicare Willem III, il Keiser.
Da ricordare l'omicidio di Rosa Luxemburg a Karl Liebnecht il 15 gennaio 1919 ad opera del governo da poco insediato che temeva le "derive" comuniste.
L'autore si chiama Jason Lutes, americano.
http://en.wikipedia.org/wiki/Jason_Lutes
In Italia il lavoro è edito da Coconino Press, Bologna.
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