venerdì 9 dicembre 2011

rientro capitali dalla Svizzera

MILANO - Il paragone più calzante è quello degli Orazi e dei Curiazi: non potendo affrontare da solo tre nemici in una volta sola, l'ultimo Orazio sopravvissuto nel mitologico combattimento comincia a farsi inseguire rompendo il fronte avversario e riuscendo in questo modo a duellare con un rivale alla volta. Fino a risultare vincitore. La piccola Svizzera, assediata dalla comunità internazionale a caccia dei capitali rifugiatisi nelle banche di Lugano e Zurigo, sta adottando la stessa tattica, e fino a oggi con successo. L'Europa, che tutto avrebbe da guadagnare facendo fronte compatto sulla tassazione dei conti off shore è invece divisa e indecisa sulla linea da tenere con Berna. Ecco perché il ministro Giarda due giorni fa ha annunciato in Parlamento che l'Italia al momento rinuncerà a cercare un accordo con la Svizzera sui soldi fuggiti a nord delle Alpi.
L'origine della controversia è una convenzione con l'Ocse che il parlamento elvetico ratifica nel settembre del 2009: con esso la Svizzera accetta di tassare i capitali stranieri confluiti nei suoi forzieri e di girare l'imposta ai Paesi di origine dei correntisti. In cambio ottiene il no alle temutissime fishing expeditions, vale a dire la trasmissione indiscriminata di dati fiscali sulla sua clientela. Le banche pagano, in altre parole, ma il segreto bancario è salvo.

La convenzione Ocse non entra in vigore automaticamente ma deve essere preceduta da trattati internazionali con i singoli governi. E qui il fronte si spacca. Germania e Gran Bretagna (i cui cittadini custodiscono in Svizzera secondo alcune stime rispettivamente 80 e 20 miliardi di euro) approfittano al volo dell'opportunità e nei primi mesi del 2011 firmano con Berna accordi in base ai quali sui conti svizzeri viene applicato un duplice prelievo con aliquote oscillanti tra il 25 e il 34%. Analogo patteggiamento viene offerto a Italia, Francia e Grecia.

Ma qui arriva lo stop dell'Unione europea. «Gli accordi sottoscritti da Germania e Gran Bretagna sono casi da non ripetere» ammonisce il 15 novembre scorso Algirdas Semetas, commissario Ue alle questioni fiscali, minacciando sanzioni. Tre le obiezioni avanzate: prima, è meglio puntare a un accordo unico con la Svizzera per non creare condizioni di disparità tra Stati dell'Unione che creerebbero movimenti anomali di capitali; seconda: c'è una direttiva comunitaria che fissa al 35% l'aliquota da applicare alla Svizzera e quelle concordate da Londra e Berlino sono più basse; terza: gli accordi sottoscritti perpetuano l'anonimato degli esportatori di capitali e questo non va bene. E a questa linea si conforma il ministro Giarda nella sua risposta di due giorni fa a Montecitorio. «L'Italia ricaverebbe solo vantaggi dalla firma di un accordo con noi - dichiara il deputato elvetico Dick Marty, che a settembre aveva intavolato la trattativa con Roma - perché otterrebbe subito denaro per le sue casse in crisi. Ma evidentemente Roma in questo momento non vuole o non può aprire un contenzioso con Bruxelles».

«E invece la questione va riaperta - dice da Roma il deputato pd Francesco Boccia - perché non possiamo aspettare i tempi lunghi della Ue. Intanto tassiamo i capitali degli evasori e quando l'Europa avrà trovato una sua linea comune, anche l'Italia si adeguerà».

Claudio Del Frate, da Corriere on line del 09 12 2011

venerdì 2 dicembre 2011

Shingo Araki




Da Goldrake a Lady Oscar, passando poi negli anni Ottanta a Lupin III e Kiss me Licia, molti dei cartoni animati che hanno cresciuto un’intera generazione li aveva disegnati lui: Shingo Araki, morto oggi all’età di 72 anni in Giappone. Araki, nato a Nagoya nel 1939, fu uno dei più grandi disegnatori specializzati nel far vivere nei cartoon (anime) personaggi nati come fumetti (manga).
Il suo primo lavoro di grande respiro, ben conosciuto anche da noi, fu Kimba il leone bianco, nato nel 1965. Poi appunto l’incredibile produzione iniziata negli anni Settanta. Quando, come disegnatore (soprattutto di personaggi, specialmente maschili), animatore e produttore, ha messo la firma a vario titolo su quasi tutti i cartoni animati giapponesi che sono stati trasmessi sulle tv italiane: La principessa Zaffiro, Rocky Joe, Ryu il ragazzo delle caverne, Babil Junior, Sam il ragazzo del West (con la meravigliosa sigla cantata da Nico Fidenco, vedi sotto), Bia, Goldrake (sopra la sigla finale) e Lupin III appunto. Fino ai Cavalieri della Zodiaco, serie anche al cinema che lo ha tenuto impegnato fino al 2008, quando all’età di 69 anni si è ritirato.

Da "La Repubblica" on-line del 02-12-2012, articolo di Federico Cella

lunedì 7 novembre 2011

William Gibson Meta City

Alcuni estratti da un articolo pubblicato sullo speciale de "le scienze" di novembre 2011 sulle città.

Quello che stavo immaginando, adesso lo vedo, era un aumento non delle dimensioni ma del numero di scelte. Le città offrivano più scelte dei villaggi, aumentando in numero e le casualità dei potenziali contatti umani e culturali. Le città erano vasti motori multistratificati di scelte, popolati principalmente da estranei.

E' questo il pericolo della riduzione delle scelte, del controllo che cala dall'alto. E' la maledizione delle attrazioni rinchiuse dietro cancelli e botteghini, il fato che attende da ultimo tutte le Disneyland: non si può cambiare la destinazione d'uso dei parchi a tema. Le città, per sopravvivere, devono essere capaci di lunghe fughe di riadattamento.

Le città riuscite (cioè quelle che continuano ad andare avanti) sono costruite, come lacche cinesi, da strati innumerevoli: di vite, di scelte incontrate e fatte.

Il futuro delle città sarà di due modalità differenti, combinate entro una meta-città ageografica e ancora largamente non riconosciuta che è internet.

lunedì 31 ottobre 2011

Hiromi Uehara

E come al soliti in internet cerchi una cosa e ne trovi un'altra. Anche lei sembra molto in gamba.
W il Giappone!

http://www.youtube.com/watch?v=8-WpNs6qU94&feature=related

Chihiro Yamanaka

Ieri sera questo scricciolo si è materializzato a Senigallia e ha fatto un concerto strepitoso al caffè boudoir a Senigallia. Il pianoforte non aveva abbastanza tasti!
Eccezionale! Molto bravi anche il batterista ed il contrabbassista che l'accompagnavano.
Bravissima!


http://www.youtube.com/watch?v=LeTjY_2gXNg

domenica 30 ottobre 2011

L'uomo duplicato

Tertuliano Maximo Alfonso non appartiene a quel numero di persone straordinarie che son capaci di sorridere anche quando sono sole, la sua indole è piuttosto incline alla malinconia, al raccoglimento, a un'esagerata consapevolezza della transitorietà della vita, a un'inguaribile perplessità dinanzi a quegli autentici labirinti cretesi che sono i rapporti umani. p173

l'uomo duplicato -la casa -.

La casa di Tertuliano Maximo Alfonso gli ha aperto le braccia come un'altra mamma, con la voce dell'aria ha mormorata, Vieni, figlio mio, eccomi qui ad aspettarti, io sono il tuo castello e il tuo baluardo, contro di me non vale nessun potere, perché sono tua anche quando sei assente, e sia pur distrutta sarò sempre il luogo che fu tuo. p. 225